Breve indagine sul valore economico dei visitatori

Per illustrare efficacemente il valore economico di ogni singolo visitatore in un territorio - superando la tradizionale misurazione basata su arrivi e pernottamenti - richiamiamo di seguito alcune discipline, modelli e metriche chiave che evidenziano la complessità e la ricchezza del contributo economico e sociale dei visitatori.

Discipline economiche

economia territoriale e dello sviluppo locale:
analizza come risorse, imprese e comunità interagiscono per generare valore condiviso sul territorio, superando la somma dei singoli attori.
economia circolare e delle relazioni:
mette in luce il valore creato dal circolo virtuoso delle interazioni tra visitatori, residenti, imprese e istituzioni
economia esperienziale (Pine & Gilmore):
considera il turismo come insieme di esperienze personalizzate, che generano valore economico crescente attraverso la qualità e la profondità delle relazioni con il territorio
teoria delle reti (e network governance):
evidenzia il ruolo della cooperazione e delle alleanze tra diversi soggetti economici e sociali per moltiplicare gli effetti positivi

Modelli del valore

Modello di creazione del valore territoriale:
integra dimensioni economiche, sociali, culturali e ambientali del valore generato dai visitatori e dall’attività turistica nei territori
Resource-Based View (RBV):
il valore deriva dall’uso combinato e sinergico delle risorse territoriali, culturali e relazionali
Social Return On Investment (SROI):
valuta il ritorno sociale ed economico degli investimenti, quantificando impatti tangibili e intangibili
Visitor Economy Model:
considera tutti i tipi di visitatori (turisti, pendolari, visitatori ricorrenti) come portatori di flussi monetari e immateriali che contribuiscono in modo differenziato ma complementare

Parametri innovativi e metriche di Impatto

spesa diretta per visitatore:
monitorare la spesa media in servizi, beni, attività ed eventi
distribuzione spaziale della spesa:
analizzare dove i visitatori spendono, privilegiando la diffusione territoriale e la diversificazione delle filiere
flussi finanziari e investimenti associati:
comprendere entrate fiscali, investimenti pubblici/privati indotti dai visitatori, spesa in infrastrutture e servizi
impatto sull’occupazione:
posti di lavoro generati direttamente o indirettamente dalle attività legate ai visitatori
durata e frequenza delle visite:
considerare la mobilità ricorrente e a lungo termine dei visitatori, che produce benefici stabili e prolungati nel tempo
indicatori di benessere comunitario (BES):
valutare come la presenza dei visitatori influenza qualità della vita, coesione sociale e capitale culturale della comunità ospitante
metriche ESG (Environmental, Social, Governance):
per misurare sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e trasparenza di governance connessa al turismo.

Il turismo è un atto di consumo. Il visitatore è un motore evolutivo del capitale relazionale e territoriale.

Più valore nella mobilità distribuita:
i visitatori generano impatto attraverso visite ripetute, consumi diffusi e partecipazione a iniziative che vanno oltre il semplice soggiorno in struttura ricettiva.

Spesa più stabile e meno concentrata:
rispetto ai turisti tradizionali, i visitatori contribuiscono a un’economia più equa e capillare, limitando distorsioni e rendite di posizione.

Valore immateriale e relazionale:
la mobilità cognitiva e sociale promossa da simtur genera capitale sociale e innovazione, da valorizzare con metriche oltre ai numeri classici.

Misurazioni integrate:
combinare big data, indagini di soddisfazione, monitoraggio degli impatti e analisi qualitative per una valutazione più completa e convincente del valore.

Si provi a considerare che i visitatori...

riempiono di vita le strade e le piazze, contribuendo anche a renderle più piacevoli e più sicure
inducono investimenti in infrastrutture, attrazioni e servizi di cui beneficiano anche i residenti
potenziano i luoghi e rafforzano la loro situazione economica e commerciale, generando connessioni di valore
migliorano lo status delle località in termini di reputazione, come centri di ricerca e luoghi di scambio scientifico, rafforzando talenti e competenze locali
creano opportunità occupazionali per individui di ogni livello di competenza
apportano una maggiore diversità e arricchiscono la vita locale, trasferendo talenti, idee, e una ricchezza di competenze linguistiche e di influenze culturali che si trasformano in mentalità imprenditoriali innovative
aiutano a identificare i punti critici e i motivi di debolezza dei luoghi, favorendone lo sviluppo grazie alla loro “speciale” prospettiva esterna
sono – una volta partiti o trasferiti – i migliori ambasciatori delle qualità caratteristiche dei luoghi
la spesa dei visitatori, andando oltre il "vitto e alloggio" e spingendosi nel territorio ben oltre i "must see" turistici, consente una più fertile integrazione dell'economia, producendo benessere diffuso
sono – una volta partiti o trasferiti – i migliori ambasciatori delle qualità caratteristiche dei luoghi

sostenibilità del turismo

nuove consapevolezze

Nuove consapevolezze stanno portando a mettere in discussione le atmosfere create dal turismo nell'arco del Novecento, quando si sono inseguiti i paradigmi della velocità e della voracità consumista, globalizzante e omologatrice, creando non-luoghi e situazioni dedicate ai turisti con la logica del "must see" e del "sightseeing": una sorta di vortice in cui si è deciso dove i turisti dovessero andare e cosa dovessero vedere. Con il "menu turistico", anche cosa dovessero mangiare.
La velocità è diventata aggressiva, mettendo sotto pressione luoghi, situazioni e persone. Ma anche invitando a considerare i visitatori come numeri, sempre più impersonali: percentuali di crescita utili soltanto a generare profitti di breve periodo ed a gratificare l'autostima dell'assessore di turno, senza troppo affanno nella ricerca di qualità, anzitutto nelle relazioni, in un processo vorticoso che ha trasformato il concetto di hospes/hospitis nella fugace connessione host/guest. Non solo una moderna traduzione in inglese ma una perdita di significato.

sostenibilità del turismo

la ricerca di un equilibrio possibile tra competitività e sostenibilità

Non si tratta solo di overtourism - che pure è una criticità reale, che trova la gran parte dei visitatori affollare ridottissime percentuali del territorio nazionale - ma di individuare un percorso che consenta alle destinazioni italiane, a quelle già al centro dei flussi, ma anche a quelle non già celebratissime dai cataloghi dell'offerta, di individuare un nuovo punto di equilibrio tra competitività e sostenibilità.