simtur in action

Destination stewardship: aver cura dei luoghi, con responsabilità

simtur accompagna territori e destinazioni nella costituzione delle più innovative forme di governance territoriale

 

Per la gestione efficace della Visitor Economy Strategy è spesso necessario istituire un ente o un'autorità di coordinamento per guidare la collaborazione tra pubblico, privato e comunità con approccio di responsabilità condivisa. Il destination management appare sempre meno sufficiente a gestire la complessità: si ricorre piuttosto al concetto di destination stewardship (che in italiano può essere tradotto come "aver cura responsabile della destinazione"): non si tratta solo di promozione turistica, ma di una gestione etica e sostenibile del territorio, inteso come bene collettivo da amministrare con una visione a lungo termine.
La stewardship implica un cambio di paradigma dal turismo visto come obiettivo economico al turismo come strumento di sviluppo sostenibile, con una governance collaborativa che coinvolge attivamente istituzioni, imprese, cittadini e visitatori.

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STL
sistemi turistici locali
Anche se l'art. 23 del Codice del Turismo (Legge 135/2001) è stato dichiarato illegittimo per "eccesso di delega", rimane interessante la definizione: «Contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate».
Le Regioni hanno interpretato la norma con proprie denominazioni e adattando la formula alle caratteristiche locali, con alterni successi. Quindi simtur dal 2001 assiste le Regioni nella definizione delle forme di governance e - inoltre - accompagna i territori nell'istituzione delle cabine di regia territoriali.
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DMO
DMO - destination management organizations
Le DMO svolgono un ruolo cruciale nella gestione complessiva delle destinazioni. Collaborano con le autorità locali per gestire il turismo in modo sostenibile, bilanciando gli impatti positivi con la conservazione delle risorse naturali, culturali e storiche.
Le DMO facilitano la collaborazione tra le diverse parti interessate del settore - come hotel, ristoranti, attrazioni, fornitori di servizi, agenzie di viaggio e altre organizzazioni - promuovendo la cooperazione e le possibili sinergie, incoraggiando la creazione di reti e partnership che favoriscano lo sviluppo e la promozione della destinazione.
Le DMO generate con il supporto di simtur operano principalmente nel verso di migliorare l'esperienza dei visitatori, in equilibrio con le esigenze dei residenti, le aspettative degli operatori economici, la creatività degli operatori culturali e i diritti delle generazioni future.
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CCN
centri commerciali naturali
I CCN sono strumenti di qualificazione del commercio di vicinato che prendono vita con la nascita di un’associazione di commercianti che si mettono in gioco per poter meglio affrontare le sfide del mercato, sviluppando attività di servizio condivise.
Rappresentano un modo per riorganizzare il sistema della piccola distribuzione di fronte ad un mercato globalizzato, allo scopo di fornire al consumatore un’offerta alternativa che privilegia la qualità dei prodotti, la vicinanza degli esercizi ed il piacevole contesto dei luoghi: un’offerta di qualità fatta di storia, relazioni e vita sociale e culturale.
La caratteristica principale è quella di proporsi come luogo privilegiato non solo del consumo ma anche di una vita sociale e culturale che affonda le proprie radici nella storia fatta di eventi grandi e piccoli, qualità dei prodotti e personalità del servizio, fatto di storia e relazioni di vita vissuta.
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CIBO

comunità del cibo
Le comunità del cibo sono realtà territoriali istituite per svolgere un ruolo attivo nel sistema agricolo e nell’enogastronomia locale promuovendo la salvaguardia della biodiversità autoctona e delle tradizioni agricole. Possono nascere dall’accordo tra soggetti di estrazione diversa, aziende agricole, ristoratori, agricoltori, allevatori, artigiani del cibo e gruppi di acquisto solidale, ma anche istituzioni, università, centri di ricerca, associazioni per la tutela dell’ambiente, esercizi commerciali, scuole, mense scolastiche, ospedali e cittadini custodi.
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FONDAZIONI
fondazioni di partecipazione
In ambito culturale e turistico la costituzione di una fondazione di partecipazione tra Enti locali e soggetti istituzionali costituisce uno strumento flessibile per la promozione dei territori. Costituisce una modalità gestionale che può contribuire - specialmente nei piccoli comuni - a fornire servizi alla popolazione in termini di promozione delle competenze negli ambiti della cultura, del tempo libero, del turismo, dell’associazionismo, integrando l’offerta, con evidenti economie di scala, ma soprattutto la possibilità di avere un calendario unico di eventi, unendo gli sforzi di promozione e di gestione dell'esperienza di fruizione.
Con la riforma del Terzo Settore, le fondazioni di partecipazione sono previste nascere come ETS ed è richiesto un capitale sociale di soli 30.000 euro per la costituzione.
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CONVENZIONI
convenzioni ex art. 30 Dlgs. 267/2000
simtur promuove l'associazionismo intercomunale e assiste gli Enti locali nella stipula di accordi per la gestione congiunta di funzioni e servizi.
Le convenzioni sono quindi la forma associativa più “leggera” possibile - di tipo negoziale - alla quale gli enti locali possono ricorrere per svolgere in modo coordinato specifiche attività, da realizzare verso i cittadini, ma con ottima efficacia anche nei settori dell'accoglienza, dell'ospitalità e dei servizi turistici.
Attraverso il riconoscimento e la stipula dei necessari accordi, accompagna due o più comuni nel formulare la disciplina delle modalità operative e degli obblighi reciproci, garantendo una gestione coordinata e condivisa.
Lo strumento è estremamente valido per la gestione di marchi d'area, osservatori del turismo, sportelli informativi e altre azioni di marketing territoriale.

«Il turismo di massa è un reato di cui non voglio essere complice»

James M. Bradburne, architetto, museologo e funzionario britannico