visitor economy strategy

Verso nuovi set di indicatori per misurare l'impatto del turismo

economia dei visitatori

L’obiettivo dell’economia dei visitatori è la crescita in valore, piuttosto che in volume

Secondo le previsioni normative, è Istat a dover provvedere alla misurazione delle performance turistiche nazionali, sulla base dei dati generati dal sistema delle agenzie di viaggio, dell’ospitalità e altre imprese con codice Ateco strettamente connessi alla filiera, con il risultato di attestare il contributo del turismo a meno del 6% sul Prodotto Interno Lordo

Al di là della necessità di individuare indicatori qualitativi, oltre che quantitativi (quali “arrivi” e “presenze”), risulta di tutta evidenza come il settore del turismo – già parcellizzato e diffuso per definizione – non riesca ad assumere un ruolo decisivo in termini di rappresentatività, di incidenza sulle scelte strategiche (si veda il caso del Pnrr16) e di peso politico

secondo previsioni normative

6%

sul prodotto interno lordo

secondo studi e ricerche

18%

sul prodotto interno lordo

La considerazione degli effetti indiretti e indotti che si aggiungono a quelli su cui ricade direttamente l’iniziale consumo turistico, consentono di misurare l’entità del processo intersettoriale e di stimare l’effettiva trasversalità del fenomeno del tradizionale - “vitto e alloggio”  - con attività di diversi altri settori, che il Centro Studi Confindustria stima possano pesare un ulteriore 35% di valore aggiunto.

E si tratta di un valore che rappresenta ancora una sottostima, in quanto analizza solo sulla spesa turistica, escludendo dal computo gli investimenti in strutture (costruzione e ristrutturazione di alberghi, campeggi, villaggi, case in affitto, residence, ecc.) e la spesa pubblica per servizi turistici e altre strutture connesse (sale congressi, porti turistici e altro).

Se si tenesse conto di questi fattori, la percentuale prodotta direttamente e indirettamente dal turismo sarebbe superiore al 10% del Pil

bemarketing

Un primo profilo dei visitatori

Un fantastico punto di partenza per ribaltare la domanda è chiedersi: «Cosa possono fare i visitatori per la città?»
Le risposte spingono inevitabilmente a comprendere come l’economia dei visitatori sia molto più della semplice industria del turismo: si estende alle interazioni tra la città e tutti i suoi ospiti o, ancora meglio, a tutti gli effetti – diretti e indiretti – innescati dalle relazioni tra visitatori e residenti

I “visitatori” sono certo turisti convenzionali, che soggiornano nella destinazione, ma anche escursionisti che trascorrono la giornata (one day trip) facendo shopping o visitando i musei; viaggiatori d'affari e partecipanti a congressi e convegni; cittadini temporanei che studiano, lavorano o vivono nel territorio per un periodo limitato di tempo, come ad esempio i pendolari o i manager.

E poi.. ad essere del tutto onesti, come altro considerare i residenti che sempre più spesso utilizzano le risorse in modalità del tutto simile ai visitatori, quando vanno a vedere le attrazioni, partecipano agli eventi, fanno shopping o semplicemente si recano nei luoghi con l’unica motivazione di passeggiare?

economia dei visitatori

Il turismo è
un atto di consumo

In estrema sintesi, è visitatore chiunque aggiunga valore con la sua permanenza nei luoghi o semplicemente attraversandoli, fruendo dei servizi e comportandosi da consumatore

Si provi a considerare che i visitatori:

riempiono di vita le strade e le piazze, contribuendo anche a renderle più piacevoli e più sicure
inducono investimenti in infrastrutture, attrazioni e servizi di cui beneficiano anche i residenti
potenziano i luoghi e rafforzano la loro situazione economica e commerciale, generando connessioni di valore
migliorano lo status delle località in termini di reputazione, come centri di ricerca e luoghi di scambio scientifico, rafforzando talenti e competenze locali
creano opportunità occupazionali per individui di ogni livello di competenza
apportano una maggiore diversità e arricchiscono la vita locale, trasferendo talenti, idee, e una ricchezza di competenze linguistiche e di influenze culturali che si trasformano in mentalità imprenditoriali innovative
aiutano a identificare i punti critici e i motivi di debolezza dei luoghi, favorendone lo sviluppo grazie alla loro “speciale” prospettiva esterna
sono – una volta partiti o trasferiti – i migliori ambasciatori delle qualità caratteristiche dei luoghi
la spesa dei visitatori, andando oltre il "vitto e alloggio" e spingendosi nel territorio ben oltre i "must see" turistici, consente una più fertile integrazione dell'economia, producendo benessere diffuso
sono – una volta partiti o trasferiti – i migliori ambasciatori delle qualità caratteristiche dei luoghi

Niente è tanto "esperienziale" quanto ricevere un servizio eccezionale e interazioni significative con le persone. Un sorriso non costa nulla ma vale tantissimo: arricchisce chi lo dona e chi lo riceve, senza impoverire nessuno e senza consumare le risorse locali

federico massimo ceschin