destinazioni slow

la proposta simtur di un patto con l'Italia "minore"

la lentezza come paradigma di sviluppo possibile

Destinazioni slow è un quadro di valori e, insieme, un modello di sostenibilità del turismo che fa perno sulle comunità locali, sulla dimensione dolce di provincia e sulle eccellenze rurali e produttive

L’entroterra è per gli autori il tessuto ideale per rigenerare esperienze di comunità che restituiscano senso di appartenenza e di prospettiva, contribuendo allo sviluppo locale e regionale, nonché alla competitività dell’intera offerta turistica nazionale

Il modello strategico delle destinazioni slow intende generare - campanile per campanile - filiere integrate di servizi per residenti e visitatori, “a emozione aggiunta“. E intende accompagnarle nella proiezione sui mercati, anche attraverso la qualificazione offerta da un claim etico (in via di definizione presso UNI - Ente Italiano per la normazione)

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essere slow

una possibile alleanza tra comunità locali e visitatori
Le destinazioni slow sono territori identitari e omogenei (così come definiti nel 2020 nella visione di «piccole patrie») che intendono integrare diagonalmente le proprie economie locali facendo leva sui patrimoni materiali e immateriali, in equilibrio tra competitività e sostenibilità.
Tale approccio muove dal desiderio di ampliare le capacità dei luoghi di offrire risposte all’ambizione dei visitatori di vivere una “esperienza di italianità”, ma anche (soprattutto) perché si ritiene che l’accoglienza e l’ospitalità siano esse stesse asset di valore e di autorealizzazione per le comunità residenti.

Le politiche di destinazione, di conseguenza, utilizzano un approccio più intimo:
- co-creazione di valore (aumento delle connessioni tra viaggiatori e comunità locali);
- maggiore enfasi sulla quotidianità e sull’immaterialità;
- eventi emozionali come strumento di valorizzazione;
- apertura di spazi creativi e olistici, orientati al ben-essere;
- nuovi motivi di autenticità (allontanamento dalle formalità di contesto, preferendo contenuti generati dagli utenti)
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diventare slow
Si tratta di coinvolgere le comunità locali nella definizione degli elementi prioritari nella progettazione del prodotto turistico:
- tematizzare l’esperienza e produrre instancabilmente narrazione;
- progettare le percezioni e armonizzare le impressioni (con indizi positivi);
- intrattenere ed emozionare l’ospite attraverso tutti i sensi;
- integrare le facoltà mnemoniche del visitatore, coinvolgendolo attivamente;
- orientare l’offerta territoriale all’economia dei visitatori;
- stimolare comportamenti virtuosi, sia dei visitatori che dei residenti, attraverso «spinte gentili».
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perché scegliere simtur?
Per valorizzare gli asset specifici di un territorio attraverso un forte orientamento all'innovazione di visioni, processi, metodi e strumenti, mantenendo sempre la doverosa attenzione per la conservazione delle risorse e dei motivi identitari.
Per creare valore, mantenendo sempre le persone - residenti e visitatori - al centro dell'agire.

cosa offre a territori e destinazioni:

- un temporary manager per valutare scenario e contesto
- un destination manager dedicato
- un team altamente specializzato con competenze multidisciplinari e specifiche per ogni area di intervento
- una seniorship di oltre 30 anni di esperienze maturate sul campo, dal governo centrale al più piccolo comune delle aree interne, da Nord a Sud del paese, isole comprese
- un approccio unico a livello nazionale, totalmente orientato all'economia dei visitatori
- un comitato scientifico di supporto, al lavoro costante per analizzare e conoscere gli scenari globali e locali, sviluppando capacità predittive
- un centro di formazione sulle dinamiche del turismo responsabile e sostenibile con 20 anni di storia
- una rete di tour operator e di giornalisti del turismo collegati
- un osservatorio delle opportunità, dei fondi europei e di altre centrali pubbliche e private, con un team di progettazione che accompagna fino alla rendicontazione
- una forte expertise nella creazione di itinerari tematici, cammini, rotte, ciclovie, ippovie, rotte di mare e delle acque interne e sistemi di mobilità sostenibile e condivisa
- un set di esperti di marketing territoriale, comunicazione, design e implementazione di ecosistemi digitali e piattaforme di AR e VR.

destinazioni slow

Invertire lo sguardo e guardare l’Italia dai margini

L'Italia del turismo continua a vivere di rendita di posizione. Con il risultato che la spinge a competere con due soli prodotti turistici, entrambi maturi: il segmento balneare - stagionale per definizione - e quello delle città d'arte, che produce overtourism.

Dall'Indagine sul turismo internazionale dell'Italia contenuta nel XXVI Rapporto sul Turismo Italiano emerge uno scenario impressionante: il 70% dei turisti stranieri spinti da motivazioni di viaggio culturali si concentra nell’1% del territorio nazionale.

Fuori dalle mete più celebrate dai cataloghi dell'offerta, c'è un'Italia che viene ostinatamente considerata "minore", che si spopola e attraversa l'inverno demografico vedendo chiudere botteghe artigiane e piccoli commercianti. Ovvero l'ossatura dell'Italia più vera e autentica. Che paradossalmente è anche quella più amata e desiderata dai visitatori di tutto il mondo.

Possiamo fare qualcosa, insieme, per arrestare il declino?

«Chiunque facesse crescere cinque pannocchie di grano o due fili d'erba là dove prima ne cresceva uno solo, avrebbe fatto un miglior servizio al suo paese che tutta la razza dei politici messa assieme»

Jonathan Swift, scrittore, poeta e pastore anglicano (Irlanda, 1667 – 1745)